Mi riguarda

Collana di narrativa per ragazzi ideata e curata da Daniela Palumbo. Paoline Editoriale Libri.

Dai 9 anni

Come parlare ai bambini dei grandi temi sociali che segnano la nostra storia

La collana Mi riguarda prende le mosse, idealmente, dall’I Care che don Lorenzo Milani ha voluto scrivere su una parete della sua scuola di Barbiana e che aveva giustificato così: Per essere giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale… al di fuori dell’angustia dell’io, al di sopra delle stupidaggini che vanno di moda…

La collana è pensata per i bambini dell’ultimo ciclo della scuola elementare (quarta e quinta) e della classe prima della scuola media e affronta temi sociali di attualità, o meno: ciò che accade distante da noi, vicino a noi, o anche lontano nel tempo. Mi riguarda vuole entrare in quegli universi DOVE I DIRITTI SONO DEBOLI e raccontarli ai bambini, facendo incontrare loro persone e vicende sconosciute ma realmente esistenti.

A 9-11 anni i bambini si affacciano sul mondo con una consapevolezza verso l’esterno ancora acerba… In particolari i nostri piccoli lettori occidentali vivono una quotidianità ovattata, serena, protetta, il più delle volte ignorano i tanti mondi diversi dal loro, spesso sofferenti. Attraverso questi racconti hanno l’occasione di riflettere su una realtà che da quel momento non è più sconosciuta né estranea, anche grazie al miracolo insito nella letteratura: l’identificazione fra lettore e protagonista. Perché i piccoli possano sapere che si può NON lasciare indietro chi ha meno possibilità di difendersi, meno opportunità di affermare i propri diritti. E che lo si può fare, nel nostro piccolo, provando a non essere indifferenti a ciò che accade vicino e lontano da noi.

Raccontare ai bambini il mondo e le sue contraddizioni, naturalmente attraverso un linguaggio e una narrazione degli accadimenti che tenga conto del pubblico a cui è destinato, così che la mera cronaca non abbia il sopravvento sull’equilibrio del corpo narrativo.

Corri, Lidja, corri

Paul Bakolo Ngoi

pp. 128, euro 10.50

Lidja è una bambina felice, vive in un villaggio africano pieno di vita e di canti, che la difende e la protegge, fino al giorni in cui viene rapita per essere trasformata in un soldato, obbligata a vedere intorno a sé tanta violenza e dolore…

Dietro la finzione letteraria, si racconta una storia molto reale, una tragedia dei nostri tempi – la piaga dei bambini soldato – attraverso gli occhi di una bambina, Lidja, che riesce a non perdere mai il candore dell’infanzia anche nelle situazioni più drammatiche. L’Autore, nativo dei luoghi che fanno da sfondo al suo racconto, narra con sensibilità una tragedia dell’Africa in cui sono i bambini a pagare lo scotto più alto. L’ingenuità e gli occhi curiosi di Lidja conducono chi legge in un mondo che pur rivelando tutti i suoi mali, non impedisce, al lettore stesso, di sperare e fremere per la sorte della piccola protagonista.

Questo racconto è il primo volume di una nuova collana Mi riguarda studiata per aiutare un pubblico di bambini tra i 9 e gli 11 anni a conoscere e riflettere su problematiche sociali forti.

L’Autore, fecondo scrittore di racconti per bambini ambientati nell’Africa nera, affronta questo tema doloroso e delicato con una scrittura attenta e sensibile.

L’Autore

Paul Bakolo Ngoi, originario del Congo-Kinshasa, è scrittore e giornalista. Ha ereditato dal nonno prima, e dal padre poi, la passione per la scrittura. Ha collaborato per dieci anni con il quotidiano Il Giorno e altre testate giornalistiche. È stato più volte ospite delle principali reti televisive italiane per parlare del suo Paese d’origine. Pavese d’adozione, vive a Pavia dal 1982 e lavora presso l’assessorato alla Cultura del Comune di Pavia. Come scrittore si occupa in particolare di letteratura per ragazzi e cerca di offrire ai giovani alcuni elementi della cultura congolese, raccontando l’Africa nera tradizionale tinta di modernità.

http://www.paulbakolongoi.it

Sybo, il mio amico stratosferico

Ugo Guidolin

pp. 144, euro 10.50

II mondo delle nuove tecnologie offre innumerevoli occasioni, ma rischia di essere una ulteriore frontiera: tra chi vi può accedere e chi non può. È fin troppo facile, per chi questi mezzi li ha a disposizione, credere che sia così per tutti e questo rischio è tanto più evidente nei giovanissimi, cresciuti con queste tecnologie!

Il testo si presenta come un fantasy pensato proprio per introdurre i bambini al tema del digital divide, il divario esistente fra chi ha accesso alle nuove tecnologie e chi non ha invece la possibilità, e le sue conseguenze: l’esclusione sociale. Questa tematica fa da sfondo allo scritto senza essere mai ingombrante, senza soffocare il ritmo della narrazione che è serrato e incalzante.

È il secondo titolo della nuova collana, Mi riguarda, ideata per aiutare un pubblico di bambini (ultimi anni della scuola primaria e primo anno delle medie) ad affrontare tematiche sociali importanti.

Il complesso tema del digital divide è spiegato ai bambini attraverso un racconto d’avventura /fantasy. La grande competenza dell’Autore rende possibile un linguaggio adatto ai giovanissimi lettori. La narrazione è suggestiva e incalzante, ironica e leggera.

L’Autore

Ugo Guidolin, in arte Oogo, è docente di Comunicazione Multimediale all’Università di Padova. È autore di molti racconti per ragazzi, tra cui ricordiamo: Wolfgang il cyberlupo (Mondadori, 1995) e Zero Comico (Medusa Home Entertainment, 2001). Tra le pubblicazioni scientifiche: Pensare Digitale (McGraw-Hill, 2005).

http://www.oogo.com

Spaghetti al curry

Anna Maria Piccione

pp. 144, euro 10,50

Dinesh, Dino per i suoi amici italiani, ha dieci anni e si trova improvvisamente sradicato dai suoi affetti e dal suo Paese, il Sri Lanka. È arrivato in Italia, a Catania per l’esattezza, per ricongiungersi con la famiglia: mamma Chandrika, papà Somson e la sorella Lomathy (Laura, in Italia), che il piccolo non vedeva da anni. Dovrebbe essere bello, visto che finalmente la sua famiglia si ricompone, ma non è tutto così facile come potrebbe sembrare! Dinesh sente forte la nostalgia di un ambiente che conosceva e che rappresentava il suo orizzonte di vita: la lingua singalese, lo zio e la cuginetta, i profumi e i sapori della cucina della nonna… A Catania tutto è nuovo: la lingua, la cultura, ma soprattutto il cibo! La sua famiglia si sta integrando e questo invece di diminuire i problemi, li aumenta e Dinesh, per inconsapevole reazione, resta ancora più legato alle proprie origini…

Ma tutto si comporrà: il nostro protagonista inizierà un percorso di crescita e di inculturazione, e riuscirà a riavvicinare alle proprie radici culturali e alla propria storia la sorella, Laura, che nelle ultime pagine del libro torna ad essere, semplicemente, Lomathy.

Il racconto è coinvolgente e rende molto bene gli stati d’animo di un bambino che vive la sua personale storia di immigrazione. Con delicatezza, l’Autrice affronta da un lato il disagio del piccolo Dinesh e dall’altra la fatica della sorella nel recupero di radici culturali che non possono essere cancellate ma integrate.

Pagine preziose per introdurre divertendo i piccoli lettori al tema dell’immigrazione e dell’integra-zione culturale. Grazie all’uso – discreto e sapiente – di termini in lingua singalese, inoltre, i ragazzi possono familiarizzare con la lingua dei compagni di classe provenienti dal Sri Lanka.

Il libro fa parte di una collana che intende aiutare i bambini tra i 9 e gli 11 anni a conoscere e affrontare tematiche sociali impegnative, ma che è necessario conoscere. Utile a genitori, educatori, animatori, operatori di biblioteca.

L’Autrice

Annamaria Piccione, siciliana, è prolifica autrice di libri per bambini. Autrice anche di testi teatrali, nel 2007 ha curato la trasposizione per i bambini delle tragedie greche Eracle e Le Trachinie, portate in scena a Siracusa per il XLIII ciclo delle Rappresentazioni Classiche, nel 2008 ha realizzato per i bambini l’Orestiade di Eschilo, nel 2009 Edipo a Colono e Medea. Collabora con la rivista per bambini Gbaby.

Con Paoline ha pubblicato: Una mamma di fumo (2005), Lo stivale spezzato (2010).

Il cammello bianco

Sofia Gallo

Raffaele Conte – Illustratore

pp. 144, euro 10,50

Che cosa succede ai bambini che nascono profughi e che sono costretti a vivere in campi profughi? Di solito si pensa ai profughi come persone adulte che conoscono la loro storia e riescono a leggere, pur nel dolore, le situazioni di ingiustizia, di disagio dovute alla negazione del fondamentale diritto a vivere nella propria terra. Questo libro parla di Thali, un ragazzino saharawi, dei suoi amici, della sua vita, delle sue tristezze, gioie e speranze. I saharawi vivono nella stragrande maggioranza a Tindouf, un luogo desertico e inospitale in territorio algerino dal 1975. Si trovano lì in seguito all’occupazione marocchina delle terre da loro abitate da sempre. Una storia complicata, triste e ancora irrisolta. Una delle tante storie di ingiustizia in cui sono coinvolte popolazioni intere. Thali percorre un viaggio nella sua storia, nel suo popolo per capire un passato di cui conosce poco, anche se ne vive quotidianamente le conseguenze: le incursioni militari, la fame e gli aiuti internazionali, la siccità…

L’Autrice, con una scrittura immediata e spontanea, introduce i piccoli lettori nel difficile mondo del campi profughi, visto con gli occhi di un ragazzino, occhi che nonostante tutto sono capaci di stupore e di vedere e di coltivare il desiderio di bene, di pace e di amore. Attraverso le esperienze di Thali, i giovanissimi lettori conoscono tradizioni, usi, culture di popolazioni di cui si conosce pochissimo, benché abbiano tradizioni molto nobili. Nelle prime pagine del racconto l’Autrice offre alcune indicazioni corredate da una cartina della zona dove vive il popolo di Thali, in modo da rendere più facile immaginare luoghi e situazioni presentate nel racconto.

Anche questo libro fa parte di una collana che intende aiutare i bambini tra i 9 e gli 11 anni a conoscere e affrontare tematiche sociali impegnative, ma che è necessario conoscere. Utile a genitori, educatori, animatori, operatori di biblioteca.

L’Autrice

Sofia Gallo è nata a Torino, dove vive e lavora; ha insegnato per tanti anni nelle scuole medie e superiori e si è occupata a lungo di storia e di letteratura, scrivendo saggi e curando libri di testo. Autrice di racconti per ragazzi, ama scrivere e  raccogliere testimonianze dai diversi paesi. Recentemente ha fondato una società di progettazione editoriale rivolta a bambini e ragazzi e attenta in modo particolare all’arte e alla “cultura del mondo”.

Con Paoline ha pubblicato: Il Castello di riso (2006); Tu non sei più qui (2009).

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